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Capelli più forti e folti con la Carbossiterapia

e la biorivitalizzazione

 

21 Giugno 2017

In fase di diradamento, che può essere localizzato oppure esteso su tutto il capo, è possibile intervenire con trattamenti mirati e non invasivi a base di anidride carbonica associati a punturine rivitalizzanti.

 

 

Carbossiterapia: stimolare la circolazione

Il trattamento di Carbossiterapia consiste nell’immissione sottocute di Anidride Carbonica (CO2) medicale, tramite microiniezioni localizzate con aghi sottilissimi.

 

Benefici del trattamento:

  • Favorisce una migliore vascolarizzazione del cuoio capelluto, favorendo l’ossigenazione e un immediato nutrimento del bulbo pilifero.
  • Trattamento sicuro, che opera per mezzo di strumentazione approvata dalla Comunità Europea, sterile e atossica
  • Azione circoscritta: la diffusione dell’anidride carbonica è omogenea, così da coprire aree più estese effettuando meno iniezioni con una quantità utilizzata limitata.

 

 

Biorivitalizzazione: nutrire a fondo

Questa tecnica consiste nell’iniettare, direttamente nel cuoio capelluto con dei

micro-aghi, un mix di sostanze quali: acido ialuronico, zinco, vitamine del gruppo B e aminoacidi, studiate appositamente per prevenire e trattare le differenti problematiche dei capelli.

 

In particolare contrastano la caduta dei fusti, ristrutturano, rinforzano, reidratano, e normalizzano il cuoio capelluto.

 

 

I risultati

Per entrambi i trattamenti, i risultati sono visibili a partire dalla terza seduta con conseguente aumento di consistenza e forza del capello. Al contempo, anche il processo di caduta in corso viene rallentato e a poco a poco arrestato, lasciando spazio alla ricrescita.

 

Il protocollo consigliato prevede 10 sedute a cadenza settimanale, da effettuare preferibilmente in inverno e in primavera con regolarità e costanza per non arrestare il processo di miglioramento.

 

 

La stimolazione meccanica: rinforzare

Il metodo rinforzante si chiama Oxyneedling ed è una biostimolazione meccanica del cuoio capelluto, che avviene attraverso l'uso di un piccolo rullo munito all’apice di tanti minuscoli aghi in acciaio, con cui viene veicolato in profondità un siero nutriente, e che eroga ossigeno ad alto grado di purezza.

 

  • L’abbinamento di questo metodo con i due precedenti, consente di aumentare la circolazione sanguigna del cuoio capelluto e di stimolare una reazione delle cellule in termine di creazione di nuovi bulbi piliferi.
  • La tecnica svolge un’azione antinfiammatoria naturale, aumenta la penetrazione e l’assorbimento di principi attivi contenuti nella lozione-siero e determina l’ossigenazione della guaina del bulbo e un rinforzo della membrana cellulare.

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